Con il termine filantropo si definisce colui che sente, sostiene ed esercita la “filantropia” (dal greco “filìa”= atteggiamento di amore, passione, inclinazione verso e “ànthropos”=uomo).

Il filantropo è dunque colui che prova amore verso l’uomo (inteso come l’altro, il prossimo, l’umanità), di cui promuove la felicità ed il benessere attraverso le azioni e gli intenti. Il filantropo aiuta dunque il prossimo, fa opere di beneficenza ed impegna il proprio denaro per il bene comune, senza volere nulla in cambio.

Il termine nasce in Grecia, dove viene originariamente usato come sinonimo di “affabilità”, “cortesia”. Si evolve quindi in età ellenistica, fino ad indicare un atteggiamento benevolo, da parte dei sovrani, nei confronti dei sudditi (Es: la politica filantropica di alcuni imperatori romani del 1° e 2° secolo). Nell’antica Roma, il Circolo degli Scipioni, gruppo attivo nel II° secolo a.C, utilizza il termine con il significato di “cultura letteraria e filosofica”. Al contrario, Cicerone, nel secolo seguente, conferisce alla “filantropia” un’accezione più simile a quella moderna, identificandola con un sentimento di “generosità”, “grande sensibilità” e “raffinatezza”.

Il termine trova poi nuovo slancio con la rivendicazione illuministica di diritti uguali per tutti gli uomini (liberté, égalité, fraternité), trovando vasta applicazione pratica nel  19° secolo, con la fondazione di ospedali, l’apertura di scuole, la promozione di iniziative culturali e tutto ciò che mira ed è messo al servizio della felicità ed il benessere degli uomini (le così dette “opere di filantropìa”). Il filantropo non si limita infatti a soccorrere l’uomo singolo, ma si adopera per promuovere il miglioramento delle condizioni sociali. Il suo sforzo è rivolto all’intera umanità (Es. “Quell’uomo sarà ricordato per la sua grande filantropia”).

Sinonimi di “filantropia” sono: “umanitarismo”, “altruismo”, “mecenatismo”, “solidarietà”, “generosità”. Contrari sono invece: “egocentrismo”, “egoismo”e “misantropia” (sentimento e atteggiamento di avversione nei confronti degli altri, da “misos”= odio e “anthropos”= uomo).