Gravissima tragedia nelle Filippine, dove ieri un incendio in una fabbrica di infradito di Valenzuela, sobborgo della capitale Manila, ha provocato 72 morti.

Il bilancio però non pare essere definitivo, in quanto risultano ancora dispersi alcuni dei lavoratori impiegati nella struttura di proprietà della Kentex Manufacturing Corporation. Nell’edificio erano impiegate tra le 200 e le 300 persone, ma non è ancora chiaro in quanti fossero presenti al momento dell’incendio, scoppiato alle 11 di mattina e sedato dai vigili del fuoco solo verso le 4 di pomeriggio.

Il Segretario degli Interni Manuel Roxas II ha affermato che oltre a offrire assistenza economica alle famiglie delle vittime il governo assicura che le indagini accerteranno le responsabilità di questa tragedia. A essere ritenuti responsabili non sono solo i proprietari, ma anche il direttore della fabbrica e le società che hanno rilasciato i permessi inerenti la sicurezza.

Gli ufficiali che si sono occupati dei primi rilevamenti affermano che l’incendio potrebbe essersi sviluppato a partire da alcune scintille provocate dall’attività di saldatura del cancello della fabbrica, che potrebbero aver dato fuoco a prodotti chimici che erano lì stoccati.

La maggior parte delle vittime (69 su 72) sarebbero persone che si trovavano al secondo piano dell’edificio, le quali potrebbero non aver avuto possibilità di scappare a causa dell’estremo calore e dal denso fumo proveniente dal primo piano (la gomma è tra i principali materiali utilizzati dai lavoratori). Sembra inoltre che le finestre e le vie di fuga del secondo piano fossero state rese inservibili tramite inferriate e filo spinato.

Un lavoratore che si trovava al piano terra e che è riuscito a scappare ha fornito la propria testimonianza: “Si sono messi a gridare in cerca di aiuto, afferrando le sbarre. Quando non abbiamo più viste le loro mani abbiamo capito che erano morti… sono morti perché erano rimasti intrappolati al secondo piano”.

I rappresentanti delle unioni sindacali hanno affermato che le prime indagini hanno stabilito che l’edificio era privo di uscite di sicurezza, non era presente personale addetto all’uso di prodotti chimici e da anni non venivano effettuate esercitazioni antincendio.

Secondo le autorità delle Filippine l’opera di identificazione delle vittime sarà molto penosa e difficoltosa: i corpi avvolti dalla fiamme sarebbero irriconoscibili, e molti sono stati ridotti a mucchi di ossa.