Il bilancio continua ad aggravarsi: 475 il numero delle vittime provocate dal tifone Bopha (foto by InfoPhoto) nelle Filippine, circa 200mila persone senza un tetto, 380 i dispersi e l’impossibilità di seppellire in fretta i morti aumenta il rischio di epidemie. Coperti da foglie di banano infatti, i cadaveri sono rimasti esposti oggi per il riconoscimento da parte dei familiari; un compito straziante e in molti casi complicato a causa delle gravi ferite. La quasi totalità delle vittime accertate è stata registrata nelle province di Compostela Valley e Davao Oriental.

Si tratta del tifone più violento dell’anno e ha colpito soprattutto il sud del Paese. È una corsa contro il tempo quella dei soccorritori per raggiungere le aree più isolate. Anche raggiungere l’entroterra rurale di Mindanao è un’impresa difficile, dati i danni arrecati a strade e ponti di accesso, oltre alla mancanza di elettricità che impedisce le comunicazioni.

Piogge torrenziali e venti fino a 210 km all’ora “hanno spazzato via intere famiglie”, ha dichiarato il ministro degli interni Manuel Roxas, aggiungendo che alcuni corpi sono stati ritrovati a 10 km di distanza.

Secondo gli esperti, il numero delle vittime sarebbe potuto essere ancora più grave senza le precauzioni prese alla vigilia da parte delle autorità, tra cui l’evacuazione di 170 mila persone.

Le Filippine vengono colpite ogni anni da tifoni e tempeste tropicali diverse volte all’anno, in media venti, Bopha è il sedicesimo fenomeno atmosferico del 2012.