L’editore musicale Filippo Sugar è il nuovo presidente della SIAE, la Società Italiana degli Autori ed Editori. Figlio di Caterina Caselli e presidente del Gruppo Sugar, il giovane editore, già vicepresidente della SIAE, succede a Gino Paoli. Il cantautore nei mesi scorsi aveva infatti rassegnato le sue dimissioni dal ruolo di presidente della SIAE dopo essere stato coinvolto nello scandalo dei conti bancari svizzeri.

Filippo Sugar, con i suoi 43 anni, è il più giovane presidente dell’ente. Eletto dal consiglio di sorveglianza con 21 voti favorevoli su un totale di 30, l’editore ha dichiarato la sua intenzione di dare un’impronta più aperta alla SIAE, con uno sguardo rivolto ai giovani per favorire i talenti emergenti e le realtà indipendenti come il Mei.

Il neopresidente ha annunciato il lancio di un nuovo portale più fruibile e trasparente per spiegare che la società degli autori ed editori non è solo una macchina mangiasoldi ma distribuisce i compensi in modo equo.

Sugar ha voluto rassicurare gli animi, spiegando che il suo ruolo di presidente della SIAE non entrerà in contrasto con quello di presidente del Gruppo Sugar:

Non cambia nulla, il modo in cui ho lavorato negli ultimi vent’anni, il modo in cui la mia azienda ha lavorato è quello di una simbiosi artigianale con gli autori, con il mio lavoro cerco di creare per loro il contesto ideale per esprimersi al meglio. Questo è quello che faremo anche con la Siae, creando un rapporto di apertura sia con gli associati sia con i clienti.

Sugar ha poi auspicato una maggiore concorrenza sul digitale, chiedendo di mettere fine ai monopoli esercitati da alcune aziende creando un motore di ricerca europeo e più players. Sugar ha spiegato che spesso gli autori che pubblicano le loro opere in digitale vengono penalizzati a vantaggio dei distributori. Sugar vorrebbe invertire questa tendenza:

Dobbiamo far arrivare più risorse ai creatori per farli produrre di più, per dare lavoro a giovani e soprattutto mantenere identità culturale. Se non ci riusciamo diventiamo mercato per i contenuti degli altri.