La Finlandia, a causa del clima di austerity dettato dall’UE, vive una grave crisi economica tanto da essere stata ribattezzata dagli analisti la Grecia del Nord Europa. Per risollevare i consumi il governo di Juha Sipilä studia nuove misure a sostegno del reddito da sostituire ai diversi sussidi in vigore in Finlandia. I tecnici finlandesi stanno valutando la fattibilità di un reddito base da 800 euro elargito a tutti i cittadini, a prescindere dal reddito familiare e dallo stato di disoccupazione.

L’assegno mensile da 800 euro verrebbe erogato a tutti i cittadini maggiorenni per aiutarli a sostenere un costo della vita che si fa sempre più alto in Finlandia. Il Paese è in recessione ormai da 3 anni. Il reddito minimo di 800 euro in Finlandia sostituirebbe tutti gli altri assegni sociali erogati ai finlandesi: dalla maternità ai sussidi per la disoccupazione.

La possibilità di garantire all’intera popolazione finlandese ovvero a 5,5 milioni di abitanti un assegno mensile non è campata in aria: il reddito minimo piace sia ai contribuenti che ai politici. Il 69% dei contribuenti secondo un sondaggio del KELA, l’ente previdenziale della Finlandia, è favorevole alla misura. La proposta per istituire un reddito base potrebbe essere presentata ufficialmente dal Governo già entro un anno. Entro 2 anni il reddito base potrebbe partire in via sperimentale. Nel frattempo occorrerà reperire le risorse mancanti. I costi stimati del piano sono infatti di 52,2 miliardi di euro a fronte di entrate dello Stato pari a 49,1 miliardi di euro.

Il reddito di cittadinanza è già stato testato con successo in alcune città olandesi. Anche la Svizzera intende promuovere un referendum sul reddito di cittadinanza. In Italia è il Movimento 5 Stelle a premere da anni sul tema. A differenza della proposta dei pentastellati quelle avanzate negli altri Stati membri non prevedono alcun obbligo per i cittadini che non dovranno accettare i lavori proposti per non perdere il diritto al sussidio mensile.

La Lombardia sta sperimentando da tempo nuove forme di sostegno al reddito che vanno nella direzione di un reddito di cittadinanza ma sono ancora molto lontane dalla proposta finlandese. I sussidi per l’affitto sono stati estesi dalle famiglie più in difficoltà ai nuclei familiari con un ISEE maggiore. Inoltre sono state concesse nuove esenzioni sui ticket sanitari, bonus bebé più alti e assegni mensili di 400 euro agli anziani poveri.