Troppi i casi di cronaca che hanno visto donne vittime di violenze gravissime, in molti casi aggredite con l’acido o addirittura bruciate vive. Basti pensare alle vicende di Carla Caiazzo, Lucia Annibali e di Gessica Notaro oppure quella della giovane messinese Ylenia Bonavera, bruciata (secondo gli inquirenti) dall’ex compagno davanti la porta della sua casa. Vicende terribili che hanno scosso l’opinione pubblica e che hanno spinto il Parlamento a discutere seriamente su una legge che possa punire duramente i colpevoli.

Troppi i casi di donne sfregiate con l’acido dagli ex

Il reato di omicidio d’identità, questo il suo nome, potrebbe entrare presto nel codice penale italiano e prevedere sanzioni pesantissime: fino a 18 anni di carcere per chi lesiona il volto di una persona, uomo o donna che sia, utilizzando acido o fuoco. Si tratta di una legge promossa da diverse senatrici, di tutti i partiti (ed è raro che accada), e che vede come prima firmataria Laura Puppato del Pd e il Ministro della Pubblica Istruzione Valeria Fedeli. Con l’ufficio legislativo del gruppo Pd al Senato hanno collaborato anche l’avvocato Maurizio Zuccaro e la criminologa Virginia Caravola che assistono Carla Caiazzo, la donna bruciata dal suo ex compagno mentre era incinta.