Aveva 36 anni Annalisa Casali, la donna che lo scorso lunedì è morta poche ore dopo aver partorito presso l’ospedale universitario di Careggi, a Firenze, .

La nascita del figlio, in buone condizioni di salute, si era svolta nel migliore dei modi (due ore di travaglio in totale), ma le condizioni della donna si sono aggravate velocemente, con una serie di emorragie interne che ne hanno determinato il decesso.

Intorno alle 8 della mattinata di lunedì la Casali ha avvertito forti dolori all’addome, per la quale è stata sottoposta un’ecografia che ha evidenziato la presenza di liquidi: in seguito un intervento operatorio ha attribuito la perdita di sangue ai vasi della milza che si era rotta e che è stata dunque asportata. Di conseguenza il danno sembrava essere stato sanato.

Ricoverata in terapia intensiva, la donna avrebbe reagito bene, mantenendo lo stato di coscienza, tanto che era stato ipotizzato di riportarla al reparto di maternità.

Tuttavia durante la notte tra il 3 e il 4 ottobre sono tornati i dolori addominali con nuove emorragie, che hanno reso necessario effettuare delle trasfusioni di sangue: la sutura alla milza era però intatta, facendo quindi propendere per l’ipotesi di altre cause. Verso le 7 purtroppo la donna è spirata.

L’ospedale ha chiesto che venga disposto un riscontro diagnostico: si presume che la morte possa essere stata provocata da patologie rare o preesistenti e non diagnosticate in passato, manifestatesi proprio durante il parto.

Nel frattempo la procura di Firenze ha avviato un’inchiesta per omicidio colposo, e al momento il fascicolo risulta contro ignoti: per procedere con ulteriori accertamenti è stato bloccato il funerale, dato che forse sarà necessaria un’autopsia per determinare quanto accaduto presso l’ospedale di Careggi.