Quattrocento dirigenti del Fisco sono in rivolta contro il Governo per essere stati declassati. I funzionari dell’Agenzia delle Entrate protestano contro la decisione di reputare illegittime le loro promozioni poiché avvenute senza aver indetto un regolare concorso.

La Corte Costituzionale aveva deciso di retrocedere i dirigenti al rango di semplici funzionari perché la loro promozione non era scaturita da una procedura di concorso pubblico bensì da una semplice procedura interna.

La decisione della Corte Costituzionale ha interessato complessivamente 800 dirigenti declassati a funzionari. Di questi 400 hanno deciso di ribellarsi e di coalizzarsi per citare in giudizio i responsabili del declassamento reputato ingiusto.

Gli ormai ex dirigenti del Fisco hanno citato in giudizio la Presidenza del Consiglio dei Ministri e la direttrice dell’Agenzia delle Entrate Rossella Orlandi. Alla direttrice Rossella Orlandi nello specifico viene contestata la firma del declassamento dei dirigenti mentre la Presidenza del Consiglio è stata denunciata per non aver fatto rispettare le normative europee che vietano il ricorso a contratti temporanei negli impieghi pubblici per un periodo di tempo superiore ai 3 anni.

Per porre fine al contenzioso giudiziario i funzionari pubblici chiedono di essere reintegrati nella loro posizione dirigenziale con un contratto a tempo indeterminato. I dipendenti dell’Agenzia delle Entrate sono disposti a rinunciare alla loro promozione soltanto in cambio di un lauto risarcimento dei danni economici e morali subiti.

Dirigenti declassati chiedono 60 milioni di euro al Fisco

Attualmente i dipendenti percepiscono uno stipendio mensile pari a 1.700 euro, una cifra nettamente inferiore ai 4 mila euro di stipendio erogati dall’Agenzia delle Entrate ai dirigenti. I dirigenti declassati chiedono il rimborso delle perdite economiche legate all’opportunità di carriera prima concessa e poi ritirata all’improvviso.

Se il ricorso dei dipendenti del Fisco contro l’Agenzia delle Entrate e il Governo dovesse essere accolto la causa vinta potrebbe fruttare ai 400 funzionari statali ben 60 milioni di euro e un contratto a tempo indeterminato dopo anni di contratti a termine.