Dopo aver lasciato Forza Italia, Raffaele Fitto ha dato via a un nuovo movimento politico che si chiama Conservatori e Riformisti. Per il momento si tratta di un’associazione, più che di un partito vero e proprio, e presto si dovrebbe trasformare in un gruppo parlamentare.

Raffaele Fitto ha lanciato questa nuova associazione politica, dal nome contraddittorio di Conservatori e Riformisti, attraverso una conferenza stampa. Per il dimissionario Fitto l’esperienza con Forza Italia e le polemiche con Silvio Berlusconi sembrano quindi un capitolo già chiuso, anche se specifica che questa sua iniziativa: “Non è rancorosa. Noi vogliamo andare oltre le polemiche, vogliamo mettere in campo il coraggio delle idee”.

Riguardo a Forza Italia, Fitto aggiunge: “Forza Italia è un capitolo chiuso. Non mi interessa continuare in una sterile polemica, non c’è nessun atteggiamento rancoroso. Noi dobbiamo fare proposte ed essere netti nella nostra posizione, non essere offensivi.”

Se con Silvio Berlusconi i rapporti sembrano essere ormai terminati, Raffaele Fitto non esclude che ci possa essere un avvicinamento dalle parti del premier Matteo Renzi: “Non lo so. È una partita che non si gioca con un parlamentare in più o in meno, non si gioca sui numeri, ma è un progetto che si muove in una prospettiva politica, sulla base di regole, contenuti e programmi”.

Il chiaro modello di riferimento cui si ispira Raffaele Fitto per questa sua associazione è quello del Partito Conservatore inglese guidato da David Cameron, fresco di successo alle ultime elezioni nel Regno Unito. A livello di ispirazione, Fitto sembra inoltre guardare all’Europa: “Abbiamo costituito un’associazione che si chiama Conservatori e Riformisti e che si ispira al gruppo del Parlamento europeo”.

Raffaele Fitto parla inoltre di quelli che sono i piani del suo movimento politico, ovvero costruire: “una Nuova Repubblica, una Terza Repubblica: non i tempi supplementari della Seconda. Servono cose nuove, e persone scelte direttamente dai cittadini. […] Più Italia, più lavoro, più impresa, più credito; meno tasse, meno spesa, meno debito, meno vincoli Ue”.