La polizia sta indagando sulla morte di un bambino di 11 anni, il cui corpo è stato trovato nel pomeriggio di ieri in un canale di Maccarese, comune nei pressi di Fiumicino.

Il macabro ritrovamento è stato effettuato verso le 16 da Christian Piccinini, agente del commissariato di Ostia, che nel tentativo di salvare il bimbo si era anche gettato in acqua, purtroppo inutilmente.

Dalle prime testimonianze raccolte dagli agenti il ragazzino sarebbe tornato da scuola intorno all’una per pranzare a casa della nonna, sita nei pressi di via Campo Salino. Subito dopo aver mangiato la piccola vittima sarebbe andata a giocare fuori con gli amici: i vicini raccontano che i bambini sono soliti giocare in cortile, a volte in bici, ma raramente si spingono fino al fosso.

Non vedendo però tornare il bambino la nonna ha iniziato a cercarlo, dando l’allarme. Quello che sembra essere un malaugurato incidente provocato da una caduta accidentale, cui sarebbe seguito l’annegamento, potrebbe però nascondere una vera e propria tragedia.

Il bambino era seguito da qualche tempo dagli assistenti sociali, e alcuni tra questi raccontano di una situazione piuttosto critica. I genitori, separati da tempo, svolgevano lavori saltuari, e il ragazzino aveva descritto un uso costante di sostanze stupefacenti in casa.

In uno degli sfoghi più violenti il bambino avrebbe esclamato “non ce la faccio più, ora mi ammazzo”, dopo aver dipinto un quadro fatto di disagio domestico, e, forse, di violenze e maltrattamenti subiti.

Rimane ancora da determinare con precisione la causa della morte, visto che il corpo era coperto da tagli e il viso una maschera di sangue. L’autopsia dovrà determinare se si è trattato delle conseguenze della cadute e, in caso contrario, a cosa possano essere attribuibili le ferite.