Procede a vele spiegate la rubrica “Le parole sono importanti” e oggi spiega il significato di una parola che sta cadendo in disuso e che, invece, data la perenne attualità e l’ampia diffusione mondiale del suo significato, non deve assolutamente essere persa di vista. Parliamo di:

FLATULENZA: produzione di una miscela di gas (formata da aria ingerita o da gas prodotti dai batteri simbiotici e dai lieviti che vivono nel tratto gastrointestinale dei mammiferi), aggiunta a delle particelle aerosolizzate di feci, che viene rilasciata sotto pressione attraverso l’ano. Essa è genericamente associata a un caratteristico suono e ad un odore sgradevole. In poche parole lo scorreggio.

Il vocabolo, infatti, è più comunemente conosciuto con i suoi sinonimi: peto, pepito, meteorismo, puzzetta o il più generico aria.

Come naturale funzione del corpo, l’emissione di flatulenze è un importante segnale di normale attività intestinale e non dovrebbe essere fonte di vergogna. Ciononostante, per il bene comune, fa comunque piacere ricordare che non vi è nessun danno nel trattenere le flatulenze e che risulta essere di buon gusto esternarle in ambienti esterni o in spazi appositamente dedicati (leggi bagno).

LINK CORRELATI:

Che significa “sesquipedale”

Cosa vuol dire “mellifluo”?

Quando un concetto è “lapalissiano”

Recuperiamo il vocabolo recrudescenza

Ci ricordiamo di “Riminiscenza”?

Cosa vuol dire “ossimoro”?

photo credit: vignettando con Dario Levi via photopin cc