Il mercato immobiliare veneziano si presenta complessivamente negativo con caratteristiche diverse da comparto a comparto.

In notevole calo non solo le operazioni immobiliari, ma anche i valori degli immobili, in alcuni casi anche piuttosto rilevanti. Continua a flettere la domanda, mentre l’offerta tende a stabilizzarsi, in quanto non supportata da una ripresa delle compravendite, ritenute ancora in discesa.

Secondo Nomisma, si registrano andamenti differenti per la compravendita e la locazione. Ogni singolo comparto del mercato immobiliare presenta delle caratteristiche particolari sia per il segmento residenziale che per quello commerciale. Infatti, si registra un peggioramento dei principali dati che riguardano l’acquisto di unità immobiliari: sull’andamento influiscono naturalmente la difficile situazione economica generale e l’ulteriore stretta degli istituti finanziari che frena la possibilità di accesso al credito per le famiglie e le imprese.

Nel comparto della locazione, invece, nonostante lo scarso dinamismo per quanto riguarda i contratti, viene evidenziata una domanda stabile che ha iniziato a stimolare le motivazioni dell’offerta, anche grazie alle novità introdotte sul regime dei contratti. Ancora difficile la situazione è invece la situazione del mercato direzionale: domanda in netto calo, in flessione anche le quantità scambiate, sia per la compravendita che per la locazione.

Tutte le tipologie di mercato hanno registrato una contrazione dei valori immobiliari, complessivamente più accentuata rispetto al semestre precedente ed estesa a tutte le aree della città. In questa fase fortemente negativa del ciclo immobiliare, in tutti i comparti monitorati si sono allungati i tempi medi di scambio e il divario percentuale medio sui livelli precedentemente raggiunti ha evidenziato un assestamento, in quanto chi vende non è più disposto a svalutare ulteriormente il proprio immobile.

Per quanto riguarda la redditività degli investimenti immobiliari, i rendimenti potenziali lordi da locazione non cambiano ormai da diversi anni e invece si ridimensionano in maniera significativa i total return annui, che sono ormai prossimi allo zero per quanto riguarda le abitazioni e gli uffici. Secondo le previsioni per la seconda parte dell’anno non si ritiene esaurita l’attuale fase di debolezza, anche se non si ipotizzano altre significative contrazioni a livello di attività e di valori.