Avevano sollevato clamore le dichiarazioni di Sergio Pirozzi, sindaco di Amatrice (uno dei Comuni più colpiti dal terremoto), secondo cui i soldi che gli italiani avrebbero donato attraverso gli sms non sarebbero mai giunti a destinazione. In realtà, dopo che Protezione Civile e Procura di Rieti sono intervenute sul caso, precisando, lo stesso Pirozzi avrebbe spiegato di non aver mai affermato che i soldi donati per i danni provocati dal terremoto fossero spariti. Il primo cittadino di Amatrice avrebbe voluto semplicemente dire che i soldi donati attraverso gli sms sarebbero stati dirottati su altre realtà e su altre zone.

In seguito alle dichiarazioni di Pirozzi, la Protezione Civile si era difesa spiegando che gli oltre trenta milioni di euro donati con generosità dai cittadini italiani, in sei mesi di campagna solidale per i danni causati dal terremoto, sarebbero stati dirottati altrove perché, per quanto riguarderebbe i Comuni di Amatrice, Accumoli, Norcia, Castelsant’Angelo sul Nera i danni subiti sarebbero stati coperti sufficientemente da altre donazioni.

A quanto pare, dunque, i soldi raccolti con gli sms dovrebbero essere destinati al finanziamento di sedici progetti in quattro Regioni (Lazio, Marche, Abruzzo e Umbria).

Sulle dichiarazioni del sindaco di Amatrice avrebbe invece aperto un’inchiesta la Procura di Rieti, anche se non risultano indagati e Pirozzi è stato ascoltato come primo testimone. Secondo il procuratore Saieva però, gli elementi a disposizione fino a questo momento fanno intuire che l’inchiesta finirà in una bolla di sapone.