“Questo elemento non era stato introdotto nelle proposte e, sostanzialmente da soli, siamo riusciti prima a porlo tra le future misure di gestione della pesca, quindi nel compromesso sul nuovo fondo Ue”.

Parla così il Ministro Catania in merito alle decisioni Ue riguardandi il fermo provvisorio e definitivo della pesca dei quali si sta discutendo in questi giorni a Lussemburgo.

“La questione delicatissima è che il testo sul tavolo prevede un tetto molto basso per il denaro che si può impegnare in questa misura – spiega dunque Catania – solo il 3% della dotazione complessiva di uno Stato membro, che per noi è troppo poco”.

Secondo quanto deciso sino ad ora infatti, il Fondo previsto dalla Commissione Europea è di 6,5 miliardi di euro per il periodo che andrà tra il 2014 e il 2020.

L’Italia, che è contribuente netto al 13%, vuole difendere il 9,8% che detiene attualmente per il Fondo previsto tra il 2007 e il 2013.

Quanto alle scadenza, il Ministro Catania spiega inoltre che “siamo riusciti a metterlo nel compromesso con la pressione di altri Stati membri, ma per questa misura la Commissione Ue propone il termine del 31 dicembre 2016, mentre io vorrei arrivare almeno al 2018”.

Staremo a vedere cosa verrà deciso.