Concluse le trattative riguardanti il Fondo Europeo per la pesca e gli affari marittimi relativo al periodo che va dal 2014 al 2020, vediamo cosa ha ottenuto l’Italia.

Partiamo da Fermo Biologico, l’Italia ha ottenuto la possibilità di proseguire fino al 2020 gli aiuti pubblici, quanto invece al Fermo Definitivo, come spiega Catania, il ministro per le politiche agricole e per la pesca, “il phasing out da noi proposto si estenderà sino al 2017, ma l’erogazione delle spese potrà proseguire sino alla fine dei due anni successivi”.

In merito agli incentivi pubblici per la flotta, Catania spiega che l’Italia ha ottenuto il 15% dell’intera somma assegnata agli Stati membri. “La percentuale è il risultato di una dura contrapposizione emersa in seno al Consiglio – ha spiegato Catania – mettendo poi in evidenza il margine di flessibilità che è stato riconosciuto a livello nazionale, in quanto ogni Stato potrà scegliere come ripartire gli incentivi tra le misure, senza i rigidi massimali del vigente Fondo per la pesca”.

Per l’insediamento dei giovani, è stato previsto un premio che permetterà di ricevere fino a 50 mila euro per l’acquisto di un’imbarcazione di pesca.

Per lo sviluppo integrato delle coste, ci si impegna ad investire in altri settori legati al mare, quindi nel turismo e nell’artigianato.

Quanto al rilancio dell’acquacoltura, il ministro punto allo sviluppo della sicurezza alimentare legata all’ambiente, al fine di creare nuovi sbocchi lavorativi.

In ultimo, il controllo e la raccolta dei dati diventeranno strumenti fondamentali per gli interventi futuri europei nel settore.