Con l’ aggettivo forense (dal latino ‘forensis’, derivato di fŏrum ‘foro’) si indica l’ attività concernente il foro, ossia la piazza ove, nell’ antica Roma, l’ autorità giudiziaria esercitava le sue funzioni e che costituiva il centro della vita civile, economica e sociale della città. Ancora oggi con ‘foro’ si indica il luogo in cui viene esercitata la giustizia (tribunale). Di conseguenza, forense indicare tutto ciò che riguarda l’ attività giudiziaria e, per estensione, l’ insieme delle persone che la esplicano (magistrati e avvocati).

Il termine può essere utilizzato per connotare il linguaggio proprio della pratica giudiziaria (linguaggio forense/ eloquenza f.); le scienze applicate all’ amministrazione della giustizia, cui si fa ricorso, ad esempio, durante un’ indagine (scienza forense/ chimica f./ antropologia f.); la diagnostica atta a valutare lo stato psichico di soggetti al momento di un crimine, ai fini di valutarne la responsabilità in relazione alla capacità di intendere e di volere (psichiatria forense); l’ insieme delle norme di comportamento che l’ avvocato è tenuto ad osservare (deontologia forense/ Codice Deontologico Forense); ecc.

Il termine può altresì ritrovarsi nelle espressioni: ‘pratica forense’; ‘attività f.’; ‘perito f.’; ‘assistenza f.’; ‘carriera f.’(es. “Dopo la laurea in Giurisprudenza, vorrebbe intraprendere la carriera forense”); ‘informatica f.’ (cui si ricorre per rilevare dati nascosti o cancellati da un computer); ‘balistica f.’ (ramo che studia il moto di un proiettile e permette di determinarne la traiettoria); ‘patologia forense’ (studio combinato di medicina e patologia per determinare le cause di morte), ‘ematologia f.’ (studio del sangue a scopo medico-legale); ecc.

Sinonimi dell’aggettivo forense possono essere considerati: giudiziario, legale e processuale.