Il Senato ha deciso: il Corpo Forestale sarà assorbito da un’altra forza di polizia, adesso al singolare e non più al plurale. Questo significa che d’ora in poi i forestali non saranno più smembrati in un corpo differente. Quello che rimane ancora in dubbio è sotto quale forza verranno accolti, ma al momento la Polizia pare l’ipotesi più probabile.

Il Corpo Forestale dello Stato andrà così a confluire in un’altra forza, che sembra sia la Polizia, ma potrebbe essere anche la Guardia di Finanza, la Penitenziaria oppure il Corpo dei Carabinieri. In questo modo lo Stato vuole ottenere una maggiore unitarietà delle funzioni attribuite ed evitare un’eccessiva dispersione. Con l’approvazione di questo nuovo disegno di legge, si passa in tal modo da cinque a quattro forze di polizia in servizio.

Il Senato ha fatto passare il ddl che riguarda la Forestale grazie al voto favorevole della maggioranza, mentre la Lega Nord ha votato contro e le altre opposizioni composte da Forza Italia, Movimento 5 Stelle e Sel si sono astenute. Il totale dei voti a palazzo Madama è stato di 132 favorevoli, 17 contrari e 70 astenuti.

Questo emendamento fa parte del disegno di legge per la riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche, cui Matteo Renzi tiene particolarmente. Il suo percorso in Parlamento è stato però tutt’altro che veloce, visto che il confronto su questo ddl è iniziato nell’estate del 2014 ed è stato poi varato dalla commissione Affari costituzionali soltanto lo scorso 1 aprile.

La decisione del Senato non è però vista di buon occhio dai membri della Forestale ed è destinata a suscitare polemiche e discussioni. Il comandante bresciano Pier Edoardo Mulattiero la settimana scorsa si era infatti espresso contro questa fusione, ricordando come: “La funzione fondamentale di prevenire i reati ambientali, grazie all’azione di controllo” sarebbe “a forte rischio se finissimo in un altro corpo a carattere spiccatamente repressivo. Sarebbe forse più opportuno il rinforzo delle polizie provinciali”.