Settemila forme sequestrate, cento persone indagate e tre caseifici coinvolti. Sarebbero questi i numeri della maxi inchiesta in corso a Brescia sul formaggio con latte contaminato.

Così come riporta Brescia Today, i caseifici che sono finiti sotto la lente d’ingrandimento degli inquirenti sarebbero i seguenti:

Cabre di Verolanuova, 4mila forme sequestrate, Solat di Leno ed il San Vitale di Seniga (degli ultimi due non è stato fornito il numero delle forme sequestrate).

Non sono emersi elementi a carico dei dirigenti di altri due caseifici, Giardino e Gardalatte. In tal caso la responsabilità sarebbe da ricondurre ad un socio fornitore, che avrebbe mescolato latte contaminato a quello sano ad insaputa dei caseifici.

All’interno dei formaggi con latte contaminato sarebbero state rinvenute tracce di aflatossine, una sostanza altamente tossica e contenuta in funghi e muffe.

L’aflatossina, sostanza tra le più pericolose del pianeta, sarebbe stata riscontrata in almeno 300 analisi, in cui la sua presenza avrebbe superato i 50 nanogrammi al litro.

Secondo il Corriere della Sera, i caseifici coinvolti nell’inchiesta hanno pagato il latte contaminato anche 8 centesimi al litro. Latte con il quale sono stati prodotti formaggi in attesa del marchio Grana Padano, provole, mozzarelle e ricotte.