L’incontro di martedì a Montecitorio tra Pierluigi Bersani e Silvio Berlusconi, inizio di un’eventuale intesa tra le parti, si è chiuso con un nulla di fatto. Ma nel tardo pomeriggio è arrivata anche la presa di posizione, a sorpresa, da parte di Umberto Bossi, ex leader della Lega e da sempre alleato del Cavaliere: “Se fossi Silvio voterei il leader pd”.

Le dichiarazioni, ieri, sono arrivate. Da Enrico Letta, che ha apostrofato il rendez-vous come “un buon incontro”, ad Angelino Alfano, che ha ribadito come siano state gettate le basi per “trovare una rosa per arrivare ad una personalità importante per il Quirinale”. Il Cavaliere avrebbe acconsentito ad accantonare il doppio binario Colle-Governo accettando di far viaggiare la seconda su un altro binario.

La strada è ancora in salita, considerando che Bersani ha chiuso a qualsiasi ipotesi di governissimo. Ma ieri, incredibilmente, il segretario del Partito Democratico ha trovato un alleato nuovo, che nessuno pensava: Umberto Bossi. Questi, parlando della questione legata alla successione a Napolitano, ha detto: “Marini al Quirinale? Potrebbe essere il meno peggio – le sue parole – Berlusconi vuole uno dei suoi. Bisogna che parli un po’ sia con Bersani che con Berlusconi per aver una idea di chi propongono. Una donna? Potrebbe anche essere”. Poi un consiglio al Cavaliere: “Se fossi in lui darei i voti per il governo a Bersani tanto in pochi mesi va a schiantarsi, e poi vinco. Se fosse furbo dall’incontro con Bersani uscirebbe qualcosa”.