Lo scrittore Corrado Augias ha sollevato un polverone per un commento sulla piccola Fortuna Loffredo, la bambina stuprata per anni e poi uccisa al Parco Verde di Caivano, a Napoli. Intervistato da Giovanni Floris a Dimartedì Augias ha fatto notare che Fortuna Loffredo aveva atteggiamenti atipici per la sua età:

C’è contrasto tra lo sfondo e questa bambina che aveva 5-6 anni, la guardi bene, guardi com’era atteggiata e com’era pettinata, e come sono i boccoli che cadono. Questa è una bambina che a 5-6 anni si atteggia come se ne avesse sedici o diciotto.

Secondo Augias questo contrasto si deve alla perdita di punti di riferimento da parte della piccola. Una riflessione che non è stata particolarmente gradita da parte dell’opinione pubblica, che ha ravvisato nelle osservazioni dello scrittore un tentativo di colpevolizzare Fortuna Loffredo, attribuendole atteggiamenti provocanti.

Diversi utenti su Twitter accusano Augias di voler giustificare il pedofilo che ha stuprato Fortuna Loffredo, sostenendo che l’aspetto fisico e il comportamento di una bambina non può essere in alcun modo un’attenuante per la violenza e la pederastia. La blogger Eretica de Il fatto quotidiano e Abbattoimuri fa notare ad Augias che qualsiasi adulto scambi una bambina per una ragazza di 16-18 anni ha dei problemi e non solo di vista.

Per la blogger, Augias probabilmente si riferiva al contesto culturale di sessualizzazione precoce e non intendeva giustificare il crimine subito da Fortuna Loffredo. Ciononostante con le sue parole ha rischiato di alimentare una cultura fuorviante perché le bambine sono bambine, al di là di ogni insinuazione. Non mancano utenti che invitano a un’interpretazione più pacata delle parole di Augias. A.G. scrive:

Conoscendo Augias probabilmente si riferiva al degrado culturale e ambientale di quella famiglia di cui l’atteggiamento della bimba era un aspetto evidente. Mia moglie ha insegnato per 40 anni in periferia e spesso ha trovato queste figlie del degrado e dei modelli sbagliati proposti dalla famiglia. Ovviamente nulla può attenuare la colpa di un atteggiamento maschile irrispettoso o criminale nei confronti dell’altro sesso.