I recenti guai di salute di Silvio Berlusconi hanno lasciato Forza Italia priva di una leadership forte, e secondo i bene informati lo stesso Cavaliere se ne sarebbe accorto, decidendo di correre ai ripari.

Si fanno sempre più insistenti infatti le voci di una candidatura di Stefano Parisi a un ruolo più importante in un centrodestra che ha bisogno di figure carismatiche.

Non a caso proprio oggi è stato convocato un vertice di Forza Italia nella storica residenza di Arcore, dove Berlusconi sta trascorrendo il periodo di convalescenza.

Della partita sono Renato Brunetta, Paolo Romani, Mariastella Gelmini, Annamaria Bernini, Giovanni Toti, Altero Matteoli, Alfredo Messina, Valentino Valentini e Niccolò Ghedini, tutti riuniti dall’ex premier allo scopo di trovare una soluzione per dare nuovo slancio e credibilità a una forza politica che sembra essere sempre meno incisiva a livello nazionale.

Una delle risposte potrebbe esser rappresentata proprio da Parisi, ex candidato sindaco di Milano che durante le elezioni ha compattato le forze di centrodestra. In un’intervista Parisi, che non ha partecipato al summit, ha confermato con una certa umiltà politica le indiscrezioni: “Non voglio prendere il posto di Berlusconi ma soltanto dare una mano per ricostruire il centrodestra“.

E il suo messaggio pare essere improntato proprio a quella federazione di moderati che auspicava il Cavaliere qualche tempo fa: “L’Italia è un Paese prevalentemente moderato, c’è bisogno di tutti in questa ricostruzione, non solo di me. C’è un tema di fondo, penso che queste forze moderate, come Fi, e quelle più radicali come la Lega possano stare insieme o sul compromesso o su proposte molto avanzate su temi delicati come quello dell’immigrazione, per esempio”.

Matteo Salvini però ha mostrato di non gradire il modello di centrodestra incarnato da Parisi e lo ha confermato esplicitamente: “Se il modello di Parisi è quello di Milano, che poi è un modello perdente visto il risultato, è evidente che noi non ci stiamo. Invece dei nomi bisognerebbe occuparsi delle cose da fare. Se pensa di lanciare a settembre una convention con Casini, Alfano e Passera, no grazie, non ci interessa. A me sembra soprattutto una guerra di posizione in FI”.