È esplosa la bufera sulla sede milanese di Forza Nuova, dopo che sul web è emersa la foto della torta con cui è stato festeggiato il compleanno del dirigente Ettore Sanzanni: sul dolce, ricoperto da una glassa rossa, è infatti disegnata una svastica e la scritta “Sieg Heil”, il motto usato durante le adunate naziste.

Il riferimento probabilmente non è un caso, dato che Sanzanni non è nuovo a uscite del genere: il politico infatti si è fatto tatuare una svastica sul braccio, oltre alla scritta “Adolf Hitler” e un’aquila del Terzo Reich.

Inevitabile e doveroso il commento di Noemi Di Segni, presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane: “Un’immagine shock quella dei sorridenti e dell’euforia davanti a una torta che porta il segno di una svastica. Non siamo nella Germania degli Anni Trenta, ma nella sede di un movimento politico nell’Italia del 2017 di cui sono già note da tempo le campagne di odio e le posizioni estreme.”

Oltre allo sdegno, però, c’è la richiesta di un intervento della politica e delle forze dell’ordine: “Lo sconcerto e il rigetto non sono però sufficienti e occorre fare molto di più. Parlamento, magistratura, forze dell’ordine e chi ha il potere di adoperarsi per dare un segnale chiaro e inequivocabile all’opinione pubblica. I nostri giovani sono il bene più prezioso che l’Italia possiede e vanno guidati e tutelati, non certo invitati a simili feste. Movimenti come Forza Nuova devono essere dichiarati al più presto fuorilegge“.

Anche l’Anpi, attraverso il presidente provinciale Roberto Cenati, si aggiunge alla schiera dei critici: “Tutto ciò costituisce un’offesa inaccettabile ai principi su cui è fondata la democrazia repubblicana nata dalla Resistenza italiana ed europea contro il nazifascismo”.

Negli scatti della festa, comparse sui social, si è intravista anche la figura di Mirko Viola, già membro del gruppo neonazista Stormfront, condannato a 2 anni e 8 mesi per discriminazione e incitamento all’odio razziale.

L’ultimo braccio di ferro di Forza Nuova con l’amministrazione milanese si era verificato il 14 gennaio, quando in piazza dell’Arco della Pace si erano radunati 250 militanti per sfilare al grido di “l’Italia agli italiani, l’Europa agli europei”: un corteo che Beppe Sala avrebbe voluto vietare ma che è stato autorizzato dalla prefettura.