Un “orribile delitto contro l’umanità” con 335 caduti per ritorsione: la Corte di Cassazione ha definito così l’eccidio delle Fosse Ardeatine, avvenuto il 24 marzo del 1944. Esattamente 70 anni fa centinaia di cittadini romani vennero trucidati dalle SS del generale nazista Herbert Kappler. Una strage diventata l’emblema dell’occupazione tedesca di Roma. Una rappresaglia per l’attentato partigiano, compiuto il giorno precedente (il 23 marzo 1944, giorno del venticinquesimo anniversario della fondazione dei fasci di combattimento), compiuto da membri dei Gap romani contro le truppe germaniche in transito in via Rasella che aveva causato la morte di 33 soldati del reggimento Bozen (appartenente alla Ordnungspolizei dell’esercito tedesco, reclutato in Alto Adige).

Come ricorda l’Ansa, alle 20 dello stesso giorno Kappler ebbe l’ordine della ritorsione: 10 italiani per ogni soldato morto (da qui la tristemente nota frase “uno di noi, dieci di voi”) ma il comandante del reggimento tedesco che ha subito l’attentato rifiuta l’ordine e anche esponenti dell’esercito rispondono negativamente dicendo che “i militari non vogliono sporcarsi le mani con una turpe ritorsione” così Kappler decide di far da sé facendosi aiutare da due ufficiali nazisti, Karl Hass ed Erich Priebke. In quattro ore e mezza di sangue le vittime vengono uccise a gruppi di cinque con un colpo alla nuca. Il primo gruppo morì alle 15,30 del 24 marzo, l’ultimo alle 20. Le vittime erano architetti,impiegati, operai, tipografi, avvocati, attori, banchieri, calzolai, falegnami, camerieri ed elettricisti. Tra loro anche militari di ogni ordine e grado, e un sacerdote. Avevano un’età che andava dai 14 ai 72 anni.

Il 3 maggio 1948 Kappler compare dinanzi al Tribunale militare di Roma e il 20 luglio viene giudicato colpevole e condannato all’ergastolo: l’espiazione del “Boia delle Ardeatine” si conclude con una fuga incredibile (perchè gravemente malato) dall’ospedale militare del Celio nell’agosto del 1977 . Solo nel 1998 si arriva alla condanna di Priebke e Hass. Il secondo è morto nell’aprile del 2004, il primo lo scorso ottobre a 100 anni. In mattinata alle Fosse Ardeatine si svolgerà la cerimonia commemorativa alla presenza del Presidente Giorgio Napolitano. Dopo il saluto di Rosina Stame, presidente dell’ Anfim, Aladino Lombardi leggerà l’elenco dei nomi delle vittime: da Agnini Ferdinando a Zironi Augusto, seguiranno le due cerimonie religiose. Venerdì scorso al sacrario delle Ardeatine sono stati liberati in cielo 335 palloncini davanti a centinaia di persone che hanno partecipato al «Corteo della memoria». Per non dimenticare.

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