L’aumento della temperatura (fino a 19°C) e la pioggia hanno provocato un’accelerazione della frana sopra Courmayeur: 400mila metri cubi di pietre e terra del Monte di La Saxe che hanno fatto scattare la procedura d’emergenza e indotto la Polizia Stradale a chiudere per una ventina di minuti la statale 26 del traforo del Monte Bianco (foto by InfoPhoto) interrompendo il traffico dei veicoli.

La velocità della frana ha raggiunto i 30 centimetri l’ora nella giornata di sabato fino a risalire ai 20/25 centimetri l’ora della giornata di Pasqua. Dallo scorso 8 aprile 80 residenti di La Palud sono stati evacuati per il “probabile crollo imminente” della frana, monitorata ormai dal 2009. La zona che ha subito maggiori accelerazioni è la stessa da cui lo scorso giovedì si è staccato il ‘naso’ della frana, circa 5.000 metri cubi di rocce e detriti che hanno raggiunto l’alveo del fiume Dora ma senza causare danni.

Nessuno può essere coinvolto nel crollo, aspettiamo che accada con tranquillità” afferma il sindaco di Courmayeur, Fabrizia Derriad. Martedì è atteso in Valle d’Aosta il capo della Protezione civile, Franco Gabrielli, per un incontro con i vertici regionali e con Raffaele Rocco, commissario per l’emergenza della frana del Monte di La Saxe. Oltre a fare il punto della situazione parteciperà alla consegna dei lavori al raggruppamento d’imprese che si è aggiudicato la realizzazione del vallo di protezione e del bypass, il cui inizio è previsto nello stesso giorno.