Francesco Filippo, 13 anni, si era già messo in salvo quando all’improvviso, stando alle prime ricostruzioni, è tornato indietro per salvare il fratellino di 10. La loro casa, intanto, era avvolta da fumo e fiamme: di quell’appartamento oggi non resta quasi più niente. Uno scheletro. Francesco Filippo, per mettere in salvo Raniero, è morto. Per loro non c’è stato niente da fare. Sono rimasti bloccati e morti per asfissia. Qualcuno ha parlato di eroismo. E, invece, si tratta semplicemente di amore. Di un sentimento inspiegabile, di un amore che lega due fratellini, che ha spinto il 13enne a mettere a repentaglio la sua vita per provare a salvare Raniero. Non l’avrebbe mai lasciato da solo.

Una sofferenza atroce per Gianmaria e Chiara, due giovani genitori che sono riusciti a strappare al fuoco (divampato forse per un corto circuito in cucina) solo gli altri due figli, quelli più piccoli, di 8 e 6 anni, Tancredi e Federico, adesso privati dei loro fratellini. Francesco e Raniero, infatti, sono volati in cielo deceduti per asfissia da fumo: questo è ciò che emerge dall’esame richiesto dal sostituto procuratore. Il fumo li avrebbe storditi e addormentati.

Per l’ultimo saluto a Francesco e Raniero erano presenti migliaia di persone che hanno seguito i funerali sul maxi-schermo e persino in Piazza Duomo.