Presentato a Parigi il presunto Caravaggio ritrovato due anni fa nella soffitta di una vecchia casa di Tolosa, nel sud della Francia. Il quadro, rimasto in un sottotetto per 150 anni, “è in uno stato di conservazione eccezionale” ha spiegato il team di esperti incaricato di stabilire se si tratti realmente di un’ opera perduta di Michelangelo Merisi, finora conosciuta solo attraverso testimonianze indirette.

La tela, 144 x 173,5 centimetri, rappresenta una scena biblica cara al Merisi: Giuditta che taglia la testa a Oloferne e, secondo i francesi, sarebbe simile al dipinto che si trova a Roma, alla Galleria nazionale di Arte antica di Palazzo Barberini.

Secondo Eric Turquin, l’ uomo incaricato di stabilire l’ autenticità dell’ opera, “questa luce particolare, questa energia tipica di Caravaggio, senza correzioni… fanno di questa tela un pezzo autentico”. L’ ufficialità del riconoscimento non è ancora arrivata, ma il ministero della Cultura francese, su consiglio del Louvre (interessato a incamerare l’ opera nella sua collezione), ha già definito il dipinto un “tesoro nazionale” sottoposto a vincolo. Il quadro non potrà quindi essere portato al di fuori dei confini francesi per i prossimi trenta mesi, arco di tempo nel quale lo Stato dovrà decidere se acquisire il dipinto. Scaduti i due anni e mezzo, se non dovessero esserci offerte, la tela finirà sul mercato mondiale. “Quest’ opera recentemente scoperta è di un grande valore artistico, potrebbe essere identificata come una composizione scomparsa di Caravaggio” recita il decreto pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dal governo. Se così fosse, secondo le prime stime il dipinto varrebbe qualcosa come 120 milioni di euro.

Discendenti di un ufficiale dell’ esercito napoleonico, i proprietari della soffitta sono giunti al fortuito ritrovamento solo grazie ad una perdita d’ acqua che interessò l’ abitazione nell’ aprile 2014. Si presume che il dipinto sia giunto a Tolosa verso la metà dell’ Ottocento.