Dopo Svezia, Norvegia, Islanda e Regno Unito, anche la Francia decide di adottare la linea dura contro i clienti delle prostitute. Dopo oltre due anni di dibattito parlamentare, l’ Assemblea Nazionale ha approvato definitivamente il disegno di legge che prevede la penalizzazione dei clienti con una multa e l’ abrogazione del reato di adescamento passivo. In Francia, d’ora in poi, le sanzioni per chi viene colto in flagrante andranno dai 1.500 euro ai 3.500 in caso di recidiva, oltre all’ obbligo di frequentare uno stage formativo per sensibilizzare i clienti sulle reali condizioni di vita in cui versa circa l’ 80% delle donne costrette a vendere il proprio corpo sulla strada. Il testo, approvato con 64 voti favorevoli, 12 contrari e 11 astensioni, prevede inoltre l’ istituzione di un fondo per aiutare e sostenere le prostitute che desiderano abbandonare la loro professione.

Se dunque, in Francia, dal marzo 2003 ad essere punito era il cosiddetto “adescamento passivo” (reato introdotto dall’ allora ministro degli Interni Nicolas Sarkozy) con sanzioni fino a 3.750 euro, la nuova legge ribalta totalmente le parti. Non saranno più le prostitute ad essere perseguibili, bensì i clienti.

Dopo settant’ anni dalla fine delle case chiuse, nell’ aprile 1946, finalmente la Francia va fino in fondo nella sua logica abolizionista – ha sottolineato Danielle Bousquet, presidente dell’ Alto consiglio per l’ eguaglianza fra gli uomini e le donne - Riconosce le prostitute come vittime e non come delinquenti“. Dello stesso parere è “Maitresse Gilda”, portavoce dello Strass, Il Sindacato del lavoro sessuale, che sottolinea come il rapporto di forza con i clienti sarà finalmente invertito.

In sostanza da oggi in poi sarà punito chiunque “solleciti, accetti od ottenga relazioni di natura sessuale da parte di una persona che si concede alla prostituzione, incluso in modo occasionale, in cambio di una remunerazione, di una promessa di remunerazione, della fornitura di una prestazione in natura o della promessa di un tale prestazione“.