La Francia si prepara alle elezioni presidenziali che si terranno il 23 aprile (e il 7 maggio, per quanto riguarda il secondo turno).

La giornata di ieri ha visto infatti svolgersi le primarie delle forze di centrodestra, e i primi risultati, che verranno ufficializzati entro mezzogiorno, hanno visto la clamorosa sconfitta dell’ex Presidente Nicolas Sarkozy, dato come uno dei favoriti.

A vincere è stato invece François Fillon, seguito da Alain Juppé: il numero di voti conseguito dal primo non sarebbe sufficiente a garantirgli la vittoria totale, e per questo motivo i due si confronteranno nel ballottaggio di domenica prossima.

Secondo i primi conteggi Sarkozy avrebbe ottenuto circa il 20% dei voti, mentre Fillon, protagonista di una grande rimonta avvenuta nelle ultime settimane, sarebbe volato al 44%, con Juppé alle sue spalle al 28,5%: le percentuali riguardano le oltre 4 milioni di persone che hanno partecipato alle primarie, una cifra piuttosto alta.

La cocente sconfitta di Sarkozy lo ha portato a una dichiarazione che lascia intuire il suo abbandono della vita politica e che ha decretato il suo appoggio a Fillon, il candidato che già la stampa aveva indicato come maggiormente prossimo alle sue posizioni: “Non sono riuscito a convincere una maggioranza di elettori. Rispetto questa scelta. Fillon è colui che ha capito meglio di tutti le sfide che si presentano alla Francia. Voterò per lui al secondo turno. È tempo per me di cominciare una vita con più passioni private e meno passioni pubbliche.”

Le percentuali sembrerebbero decretare una facile vittoria per il 62enne Fillon, che stando alla crisi nera dei Socialisti potrebbe andare a sfidare Marine Le Pen al ballottaggio finale per la carica dell’Eliseo, ma Juppé, 72enne ex primo ministro tra il ’95 e il ’97, ha promesso di giocarsi il tutto per tutto.

Ancora ignoto invece il candidato della sinistra francese, che si trova a dover fare i conti con la grande impopolarità di François Hollande, ritenuto tra i leader maggiormente detestati degli ultimi anni. È molto probabile invece che, nel caso in cui la Le Pen dovesse arrivare al ballottaggio, ci possa essere nuovamente una convergenza tra destra e sinistra atta a scongiurare il pericolo di un suo insediamento, eventualità non più così remota.