Questa volta l’Europa sembra voler fare un passo concreto verso l’Italia nella tragica emergenza immigrazione che da mesi è diventata insostenibile sulle coste del nostro Paese. Il vertice tra Roma e Bruxelles si è chiuso con una promessa della Commissione europea di potenziare Frontex, l’agenzia che coordina il pattugliamento delle frontiere degli Stati appartenti all’Ue. Tra qualche settimana farà il suo debutto Frontex plus, che potrà disporre di maggiori risorse, uomini e mezzi per presidiare le acque in modo più ampio e inasprire la lotta agli scafisti. Fonderà le due operazioni Frontex già attive, Hermes e Aeneas, e dovrebbe scattare entro la fine di novembre.

Cecilia Malmström, commissaria europea agli Affari interni, ha ringraziato l’Italia a nome dell’Europa:Mare Nostrum è nata come un’operazione d’emergenza ma è chiaro che non è uno sforzo che l’Italia può compiere da sola. L’Ue farà del suo meglio, perché tutti gli Stati membri svolgano un ruolo per aiutare a gestire i flussi migratori nel Mediterraneo e per questo lavoriamo insieme e intensamente su una nuova operazione Frontex, il cui obiettivo è aumentare l’assistenza all’Italia”. Malmstrom ha spiegato che portata e dimensione dell’operazione dipenderanno da quanti Paesi Ue che vi aderiranno: “Siamo di fronte a un progetto ambizioso e sono convinta che tutti i Paesi vorranno dare il loro contributo. Sono certa che l’Italia, durante la sua presidenza, potrà svolgere un ruolo importante su questo fronte. Siamo 28 stati membri ma sono solo 10 quelli che accolgono profughi”. A chi le ha chiesto da dove arriveranno i soldi, ha risposto così: “Raschieremo il fondo del barile”.

L’incontro e le nuove strategie sono state molto apprezzate dal ministro dell’interno Angelino Alfano: “Oggi l’Europa premia gli sforzi compiuti dall’Italia: grazie alla creazione di Frontex plus l’Unione torna protagonista del Mediterraneo, si rimpossessa del controllo della sua frontiera”. Decisa anche la distruzione delle barche utilizzate dagli scafisti che saranno distrutte a terra con il contributo della Commissione europea “perchè vengono riutilizzate”. Il nodo delle risorse resta fondamentale e sarà lanciato un bando verso gli Stati membri. Se ci sono posizioni collaborative come Spagna e Francia, resterà da vincere la resistenza di Nord Europa, Olanda e Germania, il cui governo si richiama alla Convenzione di Dublino, il regolamento europeo che impone allo Stato che identifica i rifugiati a farsi carico della verifica e della protezione dei migranti.

Secondo un bilancio dell’Unhcr, l’agenzia dell’Onu per i rifugiati, dall’inizio dell’anno quasi 1.900 persone sono morte mentre cercavano di raggiungere via mare l’Europa (foto by InfoPhoto), di queste solo 1.600 dall’inizio di giugno. Complessivamente, gli arrivi sono stati 124.380, di cui ben 108.172 in Italia, tra i quali almeno 14 mila minori di cui 8.600 non accompagnati.

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