Continuano a sollevare polemiche i fastosi funerali di Vittorio Casamonica, esponente dell’omonimo clan, celebrati a Roma il 20 agosto scorso. Sulla cerimonia funebre simile a un set cinematografico è intervenuto nelle scorse ore il prefetto di Roma Franco Gabrielli. Nel corso di una conferenza stampa Gabrielli ha sottolineato la gravità della vicenda, specificando che non intende però prendere provvedimenti drastici.

Il funerale-show di Vittorio Casamonica è stata una vicenda gravissima per il disdoro che ha recato, per la percezione di una città non controllata, per l’immagine di una città.

Gabrielli ha smentito di voler far saltare delle teste per i funerali di Casamonica, chiarendo che non spetta a lui farlo:

Non ho mai detto che sarebbero rotolate teste, ho sempre detto che la cosa era grave. Se nel caso, le teste le fa rotolare il Ministro, a partire dalla mia.

Secondo Gabrielli le informazioni utili a smontare la pomposa scenografia non sarebbero giunte ai vertici della Questura. Un errore di comunicazione che ha impedito alle forze dell’ordine di controllare le modalità di svolgimento del funerale, riducendone la manifestazione di potenza.

Il prefetto di Roma sostiene di comprendere perfettamente lo sdegno dell’opinione pubblica. Per evitare il ripetersi di episodi analoghi, sono già state disposte misure adeguate:

Verrà creato un gruppo di raccordo permanente con i capi di gabinetto di prefettura e questura e ufficiali di analogo livello dei carabinieri, Guardia di FInanza, Corpo forestale dello Stato e polizie locali.

Per quanto riguarda i funerali di Casamonica, il prefetto verificherà che non ci siano state inadempienze suscettibili di provvedimenti disciplinari da parte delle forze dell’ordine.

Famiglia Casamonica pagherà le spese di pulizia dell’AMA

Nel frattempo la famiglia Casamonica ha ricevuto dal Comune il primo conto da pagare: le spese di pulizia sostenute dall’AMA all’indomani della cerimonia funebre. Per Gabrielli si tratta di un primo segnale importante delle istituzioni:

Abbiamo avviato una doverosa stretta nei confronti del clan ma non in un’ottica ritorsiva. Dobbiamo fare uno sforzo ulteriore per dimostrare che lo Stato non ha paura di nessun clan ma non in ottica di legge del taglione.