Il legale di Erich Priebke, Paolo Giachini, ha diffuso una sorta di videotestamento dell’ex capitano delle Ss. Il filmato è intitolato “Guai ai vinti”, usando l’espressione latina “vae victis”. Nel messaggio Priebke ripercorre la sua versione dell’eccidio delle Fosse ardeatine, ripetendo essenzialmente la linea che ha sempre seguito nei due processi (foto by InfoPhoto) a cui è stato sottoposto dopo la cattura: lui eseguiva ordini a cui non potersi sottrarre.

All’inizio del video Priebke parla dell’attentato di via Rasella contro la colonna tedesca, in seguito al quale fu decisa la rappresaglia delle Fosse ardeatine: “I Gap comunisti erano dell’Alto adige, quindi cittadini italiani. Sapevano che dopo un attentato viene una rappresaglia. Kesselring ha messo sui muri un avviso: a qualunque attentato sarebbe seguita una rappresaglia“.

E sull’eccidio delle Fosse: “Per noi fu una cosa terribile. Il capitano Schultz fu nominato da Kappler come organizzatore della rappresaglia era stato in Russia, era più abituato alla morte. Schultz aveva detto che questo era un ordine di Hitler. Chi non voleva eseguirlo, avrebbe fatto meglio a mettersi insieme alle altre vittime. Non si poteva rifiutare di obbedire a quell’ordine“.