I carabinieri della Procura di Torino hanno fermato una banda criminale che da tempo terrorizzava il territorio italiano: sono stati infatti almeno 85 i furti in casa effettuati negli ultimi mesi.

I membri del gruppo avevano progettato una tecnica quasi infallibile, quella della cosiddetta “chiave bulgara”, che li rendeva potenzialmente in grado di scassinare qualsiasi serratura, anche di porte blindate.

Gli uomini dell’Arma che si sono occupati delle indagini hanno scoperto non solo un deposito per le refurtive, a Reggio Emilia, ma anche un locale adibito a vera e propria “palestra dello scasso”.

In tutto sono 28 le persone che sono state arrestate tra Italia e Germania: notificate le accuse di ricettazione e associazione a delinquere finalizzata al furto in abitazione.

Particolarmente abili nelle operazione di scasso, i membri del gruppo stoccavano tutta la refurtiva prima di spedirla in Georgia; inoltre nella suddetta palestra avevano predisposto alcune postazioni in cui i criminali potevano allenarsi a migliorare i propri tempi di apertura.

Le indagini condotte dal pm Roberto Sparagna hanno identificato il gruppo criminale come un nucleo più piccolo di un clan originario di Kutaisi, cittadina che si trova proprio in Georgia, e già famigerato in tutta Europa.

La tecnica della “chiave bulgara” consiste in un set di ferri di differenti misure e fogge, il quale rende molto semplice l’apertura della maggior parte delle serrature, senza inoltre lasciare segni di effrazione.