Come prevedibile Piazza Affari ha reagito velocemente e con grande slancio all’annuncio accordo della fusione Repubblica La Stampa, ovvero l’accordo tra Itedi (che include anche Il Secolo XIX) e il gruppo l’Espresso.

Il titolo legato a quest’ultimo gruppo editoriale ha infatti fatto segnare un deciso aumento dell’8,3%, cosa che gli ha garantito di raggiungere gli 1,07 euro.

A farne le spese è invece Rcs, il gruppo responsabile del Corriere della Sera, che ha fatto registrare un calo del 4,59%, arrivando agli 0,58 euro, in seguito alla decisione dell’uscita di FCA (Fiat Chrysler Automobiles) e la conseguente redistribuzione tra gli azionisti.

Quello della casa presieduta da Sergio Marchione è un vero e proprio schiaffo al Corriere della Sera, visto che FCA ha siglato un accordo con la Cir di Benedetti per la quale la prima si garantirà circa il 16% del capitale sociale del nuovo gruppo nato dalla fusione, mentre Ital Press Holding (socio di minoranza di FCA nel settore editoriale) un altro 5%.

In una nota pubblicata da FCA si rende noto come non vi possano essere recriminazioni di Rcs, di cui ora il maggiore azionisti è Diego Della Valle, visto il salvataggio del gruppo editoriale “in tre diverse occasioni, assicurando le risorse finanziarie necessarie a garantirne l’indipendenza e quindi a preservarne l’autorevolezza”: ciò che si lascia a Rcs Mediagroup è quindi “una leadership chiara e un piano industriale che stabilisce gli obiettivi al 2018, la cui realizzazione è già iniziata con buone evidenze sull’andamento dell’anno in corso”.

La fusione Repubblica – La Stampa rappresenta invece la nascita di un nuovo e sovrabbondante polo editoriale che si appresta a diventare leader in Italia e in Europa, come ha affermato Carlo Perrone, vicepresidente di Itedi, il quale in una nota ha giustificato l’operazione argomentando come “l’integrazione editoriale sia la strada giusta da percorrere per affrontare al meglio le sfide di un mercato complesso ed in continua mutazione”.

L’Espresso si garantisce un posizionamento di rilievo nel mercato italiano dell’editoria, visto che la quota di controllo è stata stimata intorno al 20% per quanto riguarda la carta stampata, mentre pare assoluto il predominio per quanto concerne il versante digitale: il fatturato totale dovrebbe poi esser pari a 750 milioni di euro, di sicuro la più alta redditività registrabile nel settore a fronte di 5,8 milioni di lettori totali e 2,5 milioni di utenti web unici al giorno.