Sono iniziati i lavori del G7 a Lucca, il meeting dei ministri degli Esteri chiesto da Angelino Alfano in accordo con Regno Unito e Francia (insieme a Stati uniti, Canada, Germania, e Giappone), che vede partecipare anche i rappresentanti di Arabia Saudita, Emirati Arabi, Giordani, Qatar e Turchia per discutere della situazione siriana.

Si tratta di una decisione presa all’indomani di una serie di eventi che hanno destabilizzato lo scacchiere internazionale, a partire dall’attentato di Stoccolma sino al nuovo capitolo della guerra in Siria, con l’intervento diretto degli Stati Uniti, includendo anche il fallito attacco terroristico a Oslo.

Il G7 di Lucca rappresenta anche una delle prime sortite europee del nuovo Segretario di Stato americano Rex Tillerson, il cui comportamento e le cui posizioni verranno studiate attentamente dai suoi colleghi.

Non è un caso che le misure di sicurezza adottate dalle autorità italiane siano molto pesanti, con un corteo annunciato da varie associazioni, il cui percorso è stato autorizzato solo in parte dalla questura.

Al G7 di Lucca si discuterà dunque sopratutto di terrorismo, di lotta all’Isis e di sicurezza globale, quale anticipazione e momento propedeutico al G7 del 26 e 27 maggio che si terrà a Taormina, al quale dovrebbero presenziare anche figure di primo piano come Donald Trump, il primo ministro canadese Justin Trudeau, quello britannico Theresa May e la cancelliera Angela Merkel.

Tra le priorità del meeting di Lucca c’è però un faccia a faccia con le potenze mediorientali sulla possibilità di un cambio di regime in Siria con la deposizione di Assad, eventualità che alla luce dell’instabilità della Libia dopo la caduta di Gheddafi appare ancora remota. Proprio in quest’ottica il compito di Tillerson sarà quello di illustrare la posizione americana e i possibili scenari previsti dall’amministrazione Trump. Non è un caso che dopo Lucca il Segretario di Stato volerà a Mosca per incontrareVladimir Putin.

La Russia è infatti sotto accusa, per quanto non esplicitamente non essendovi prove, della mancata distruzione degli arsenali chimici in Siria, di cui si era fatta garante con la comunità internazionale.