Per ora hanno deciso di cominciare a discutere. Sono le lunghe (e spesso sterili) via della diplomazia. Stati Uniti e Unione Europea daranno inizio il prossimo mese ai negoziati che dovrebbero condurre, si spera entro un paio d’anni, alla creazione di un’unica area di libero scambio fra le due entità continentali. Lo hanno annunciato questo pomeriggio, in una conferenza stampa congiunta durante la riunione del G8 in Irlanda del Nord, Barack Obama e José Manuel Barroso.

Il presidente americano (foto by Infophoto, Obama oggi con Cameron) ha dichiarato che questo accordo “Vale milioni di posti di lavoro per entrambe le sponde dell’Atlantico”. Ricordando però che i giochi cominciano solo ora, Obama ha aggiunto che “Abbiamo resistito alla tentazione di un accordo al ribasso pur di avere un accordo”. Il riferimento è alla condizione degli europei, Francia soprattutto, di non includere il settore audiovisivo nell’accordo. Le stime calcolano che un accordo generale tra Usa e Ue porterebbe benefici medi di circa 545 euro all’anno per famiglia in Europa e di 655 negli Usa.

Oggi si è tenuto anche il primo incontro bilaterale fra Obama e il presidente del Consiglio italiano, Enrico Letta. Il presidente Usa ha invitato Letta alla Casa Bianca, probabilmente per la fine dell’anno. Obama ha fatto sapere che condivide la preoccupazione del nostro governo per l’elevata disoccupazione, aggiungendo di volerne parlare al tavolo del vertice generale. I due hanno anche parlato della guerra civile in Siria e Obama si è detto molto preoccupato, in particolare per l’uso delle armi chimiche. Ha anche chiesto una mano all’Italia per risolvere la crisi in Libia. Letta ha parlato di un piano italiano per la Libia, che illustrerà al premier Ali Zeidan, a margine del G8.

Questa sera Obama s’incontrerà con Vladimir Putin. Si parlerà soprattutto della Siria. La posizione del presidente russo non potrebbe essere più chiara. Nella conferenza stampa odierna congiunta col premier inglese David Cameron, Putin ha detto sulla decisione americana di fornire armi ai ribelli: “Volete veramente armare gente che mangia gli organi dei propri nemici?“.