Sarebbe stato identificato il poliziotto che avrebbe scritto sulla sua pagina Facebook – poi oscurata ieir pomeriggio – all’indomani della condanna per tortura della Corte europea per i diritti umani di Strasburgo: “Io sono uno degli 80 del VII Nucleo. Io ero quella notte alla Diaz. Io ci rientrerei mille e mille volte“. Si chiama Fabio Tortosa ed è effettivamente uno degli autori della “macelleria messicana” – sono le parole usate da Michelangelo Fournier, suo superiore diretto in occasione dell’attacco – alla scuola Diaz durante il G8 di Genova.

Il suo messaggio non lascia spazio a pentimenti per il massacro compiuto quella notte. Fabio Tortosa ha anche parlato di Carlo Giuliani in questi termini: “Non ci sono mezze misure. O si sta con quella merda di Giuliani o si sta con quelli che a Giuliani gli fanno saltare la testa se attenta alla tua vita. Tu con chi stai? Quelli come me pensano che sia morto perché è una merda che stava provando ad ammazzare tre giovani ragazzi, il più grande di 20 anni. E mi auguro che sotto terra faccia schifo anche ai vermi“.

Il commento sulla scuola Diaz risale al 9 aprile ed è rimasto sottotraccia fino a ieri. E Tortosa deve aver iniziato a capire di averla combinata grossa, visto che in un’intervista cerca di correre ai ripari dicendo che “le mie parole sono state travisate. Non ho commesso reati“. Vedremo gli sviluppi futuri, ma per il poliziotto le cose non si stanno mettendo bene. Ieri sera il premier Matteo Renzi – era a Genova – ha definito inaccettabili le parole scritte su Facebook da Tortosa, per passare poi a ribadire la fiducia a Gianni di Gennaro, presidente Finmeccanica e all’epoca dei fatti capo della polizia, e ribadendo che “da presidente del Consiglio e da segretario del Pd il mio impegno è mettere il reato di tortura“.

Il commento del premier è generico. Più diretto è stato invece il ministro dell’Interno Angelino Alfano “Faremo presto chiarezza su fatti di simile gravità. Con tutta la celerità necessaria e con il dovuto rigore, valuteremo il comportamento del poliziotto“. E aggiunge che non esclude “nessuna ipotesi di provvedimento disciplinare, anche quello di massima severità. Attenderemo, inoltre, le decisioni dell’Autorità Giudiziaria sugli eventuali profili penali di cui, naturalmente, terremo conto per l’individuazione dei provvedimenti da assumere“.

Per lui e per tutti i poliziotti autori di commenti dello stesso tenore sulla pagina Facebook del poliziotto si prevede una procedura disciplinare, che potrebbe concludersi con la sospensione o il licenziamento, e qualche magistrato potrebbe ravvisare nelle parole del poliziotto l’apologia di reato. La senatrice del Pd Monica Cirinnà nell’interrogazione dedicata a questo poliziotto ha detto: “Chi è Fabio Tortosa – ha chiesto la senatrice – per pensare di poter sputare parole insensate contro quanto sancito dalla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo, che ha definito i drammatici fatto di Genova, nella scuola Diaz, come tortura? Di persone così la nostra democrazia e le nostre forze dell’ordine non hanno alcun bisogno. Per aiutare questo Paese abbiamo invece bisogno di donne e uomini responsabili, coraggiosamente sensati e pazienti“.