Dopo essere stato ricoverato d’urgenza lo scorso 31 marzo per l’aggravarsi di un’infezione polmonare e alle vie urinarie, non ce l’ha fatta Gabriel Garcia Marquez, lo scrittore Premio Nobel che è deceduto ieri, 17 aprile. La sua attività come scrittore e giornalista proseguiva ormai da 60 anni, iniziata nel lontano 1948 e continuata fino agli ultimi giorni della sua vita (GABRIEL GARCIA MARQUEZ MORTO, LEGGETE QUI LA NOTIZIA).

Di “Gabo”, così veniva soprannominato il celebre autore, tutti ricordano il romanzo Cent’anni di solitudine, una delle opere più significative della letteratura del Novecento, pubblicata nel 1967 e che influenzerà scrittori di periodi successivi, come Paulo Coelho e Isabel Allende. Garcia Marquez, però, è stato il padre di numerosissimi romanzi che hanno segnato la storia della letteratura di tutto il mondo. Tra romanzi, racconti e scritti non narrativi, si ricordano Foglie morte, Racconto di un naufrago, La mala ora, L’autunno del patriarca, Cronaca di una morte annunciata, l’altrettanto famoso in tutto il mondo L’amore ai tempi del colera, Dell’amore e di altri demoni e tanti altri (LEGGETE QUI TUTTE LE SUE FRASI PIU’ BELLE).

Nel 2002 Gabo pubblicò la prima parte della sua autobiografia, Vivere per raccontarla e nel 2005, vinta definitivamente la sua battaglia contro il cancro, è tornato alla narrativa con quello che è tuttora il suo ultimo romanzo Memoria delle mie puttane tristi. Riprendendo la linea autobiografica pubblica nel 2010 il saggio Non sono venuto a far discorsi, raccolta di discorsi da lui scritti e pronunciati in diverse occasioni.