Ignazio Marino è di nuovo nel mirino di critiche spietate: questa volta però non arrivano dal premier Matteo Renzi, ormai tra i suoi detrattori più accaniti, ma da una star del cinema italiano come il regista Gabriele Muccino.

Come Renzi, però, anche al cineasta romano piace muoversi sui social network, e in particolar modo su Twitter, dove ieri sono partiti numerosi attacchi diretti al primo cittadino dell’Urbe ma anche agli abitanti della capitale, giudicati responsabili di quello stato di decadenza di cui tanto si discute negli ultimi giorni.

Innamorato della mia città splendida ma offesa, divorata e saccheggiata, chiedo al #sindaco @ignaziomarino la dignità di ridarcela indietro”. In questo modo Muccino apre le danze dell’indignazione, un sentimento cavalcato prendendosela inizialmente con l’amministrazione cittadina, cui lancia un ultimatum: “Un sindaco faccia il sindaco. Non si chiuda nel surgelatore aspettando che la tempesta sia passata. Governi. Oppure vada a casa.”

Si arriva addirittura all’uso del maiuscolo, che per l’etichetta dei social e del web equivale a un’esclamazione molto forte (leggi, a urlare): “#ignaziomarinoacasa ROMA MERITA DI PIU’. PIU’ DI TUTTO.

Muccino in realtà non è nuovo a battaglie politiche, come ricorderà chi ha seguito la sua campagna contro l’accesso delle grandi navi a Venezia, ma più spesso è ricordato per le violenti liti (spesso a senso unico) con il fratello Silvio che non vede da molti anni.

Dopo aver accusato Marino, il regista che sta per terminare le riprese di Fathers and Daughters inizia a criticare aspramente anche I cittadini, co-responsabili del degrado urbano: “I romani che poi giustificano questo girone in cui cultura, bellezza e turismo vengono massacrati e smarriti, mi fanno ancora più paura.

E ancora, rivolto a chi lo accusa di stare esagerando: “Le foto pubblicate sono fatti. Alcune scattate ieri. Il degrado ha la scadenza e si autossolve come la morale di chi si perdona tutto?”. Non manca infine neanche un ammonimento morale: “I cittadini siano rispettosi del bene comune invece che girarsi dall’altra parte davanti al #degrado fino a negarlo.

Da tempo americano d’adozione dopo il primo film girato negli Stati Uniti con Will Smith, La ricerca della felicità, a Muccino la notizia dell’imbrattamento romano è giunta attraverso il famigerato articolo del New York Times, come ammette lui stesso: “È forse oggi la città meno in degrado di quanto non lo fosse ieri? Sarà meglio domani? Ho letto un articolo sul NYT e mi ha fatto male.

Distante dalla sua città come Alessandro Gassman, il quale ha lanciato recentemente la campagna #Romasonoio, rispetto a questi Muccino ha scelto la strada della critica violenta e priva di proposte. Solo il futuro ci dirà se l’amministrazione darà risposta alle sue richieste e se i cittadini verranno risvegliati dalle sue grida di sdegno.