Gabriele Paolini adescava i minorenni in chat per poi avere prestazioni sessuali con loro dietro pagamento di 40 euro a prestazione. E’ questa la macabra ricostruzione che si ha avuta dopo l’arresto del noto disturbatore televisivo, accusato di induzione alla prostituzione minorile e detenzione di materiale pedopornografico.

Che Paolini fosse un personaggio controverso lo si sapeva. Ora, però, emergono particolari molto delicati. Nel provvedimento cautelare, emesso dal Gip Alessandrina Tudino, si legge infatti che Paolini avrebbe dimostrato “totale assenza di continenza e di rispetto dell’altrui persona, oltre a dispregio delle regole civili. Tali comportamenti non appaiono occasionali, ma il segmento di una linea di condotta intesa ad ottenere prestazioni sessuali, esaltate dallo stato di vulnerabilità della vittima; dalla gravità degli episodi e dal disvalore che esso esprime per le finalità perseguite”.

Poi si legge ancora: “Non solo non ha esitato ad indurre diversi minorenni ad atti sessuali mercenari ma ne ha documentato le prestazioni con l’intento di diffondere il materiale a terzi”. Paolini offriva dai 15 ai 50 euro ai ragazzi. Questi, interrogati, hanno risposto: “Era l’uomo della tv, il personaggio famoso. Quello che facevamo ci sembrava normale”.