Il sindaco di Roma resta Ignazio Marino e lo rimarrà fino alla fine del suo mandato. Non ha alcun dubbio in proposito Franco Gabrielli, cui negli scorsi giorni è stato affidato dal governo Renzi il compito di realizzare il necessario “raccordo operativo” tra le varie Istituzioni in vista del Giubileo, che parlando con i giornalisti ha negato la possibilità di una diarchia.

Ignazio Marino è ancora il sindaco di Roma e a lui Franco Gabrielli non ha intenzione di togliere i suoi poteri come primo cittadino. Il prefetto della Capitale oggi ha infatti dichiarato: “Questa città ha un solo sindaco, eletto dal popolo e legittimato dal voto, che così rimarrà fino alla fine del suo mandato”.

Gabrielli ha cercato in questo modo di spegnere subito le fiamme delle polemiche che hanno accompagnato la sua nomina nei giorni passati per il “raccordo operativo” a Roma in vista del Giubileo e la presunta “rivalità” con il sindaco commissariato Marino. Gabrielli ha tenuto a specificare che: “Non possono esistere giuridicamente diarchie o consolati che possano depotenziare il ruolo, la funzione e le responsabilità in capo al primo cittadino”.

A partire da oggi, Franco Gabrielli è impegnato a livello ufficiale per il coordinamento delle Istituzioni della Capitale, un ruolo al proposito del quale ha dichiarato: “Il prefetto di Roma qualora le sue indicazioni o proposte rimanessero lettera morta, può ricorrere all’articolo del Testo unico degli Enti locali che prescrive lo scioglimento di un comune per gravi e reiterate violazioni di legge”.

Nel corso dell’incontro con la stampa, Franco Gabrielli ha inoltre aggiunto: “Non vorrei che, come al solito in questo Paese, passasse la logica del ‘tarallucci e vino’: come non esistono diarchie, consolati o condomini, deve esserci una forte assunzione di responsabilità”. Per poi precisare inoltre che, per chi avesse dei dubbi in proposito, “sicuramente non si candiderà a Roma, né per fare il sindaco, né il presidente di Regione o svolgere altra carica”, cosa che ha tenuto a specificare per fare “chiarezza per sempre, per la serenità delle istituzioni di questa città”.