Una nuova bufera si abbatte sull’ex governatore del Veneto Giancarlo Galan. Il deputato di Forza Italia continuerà infatti a percepire il vitalizio per l’incarico ricoperto in Regione malgrado abbia subito una condanna definitiva per corruzione. Galan è stato condannato a due anni e 10 mesi nell’ambito dell’inchiesta sulle tangenti per il MOSE.

Il vitalizio che Galan continua a percepire a dispetto della condanna confermata dalla Cassazione ha sollevato l’indignazione del Movimento 5 Stelle che ha denunciato quello che reputa uno scandalo, sollevando il malcontento dell’opinione pubblica nazionale, estremamente sensibile sul tema dei vitalizi ai condannati. A riscaldare ulteriormente gli animi è la lauta somma che Galan è chiamato a restituire alla collettività, pari a 2,6 milioni di euro.

La pena di 2 anni e 10 mesi sarebbe troppo breve per togliere a Galan il suo vitalizio, pari a 80 mila euro lordi all’anno. Come disposto dalla legge regionale veneta 47 del 2012 che recepisce il decreto Monti le sanzioni si applicano solo dopo una condanna di 3 anni.

Il vitalizio, per la stessa ragione, verrà erogato anche all’ex assessore della giunta Galan Renato Chisso, condannato a 2 anni e 6 mesi per aver intascato 6 milioni di euro di tangenti.

Tra il popolo degli indignati c’è anche chi ironizza nel tentativo di sdrammatizzare la situazione. Andrea Lanata, un edicolante di Padova, ha organizzato una colletta per il “povero” Galan.

 Galan è in grande crisi economica, spiega Lanata, tanto da pensare al suicidio e dover risparmiare sull’aria condizionata. Si indice una colletta per farlo andare al fresco.

Vitalizio a Galan: Movimento 5 Stelle sul piede di guerra

Meno ironici i toni usati dalla politica. Il Movimento 5 Stelle in una nota annuncia battaglia, tuonando:

È vergognoso, poi ci si chiede perché i cittadini non abbiano fiducia nelle istituzioni. La casta non andrà mai contro la casta, i partiti non faranno mai una vera legge per abolire i loro stessi privilegi, compresi i vitalizi ai condannati. Il M5S Veneto ha già  raccolto più delle 7 mila firme necessarie per presentare una legge di iniziativa popolare.