La lettera “eretica” di Galileo Galilei per la prima volta in pubblico dopo i lavori di restauro che hanno riportato al loro antico splendore 97 missive scritte dal pugno di quello che oggi consideriamo il “padre della scienza moderna”. E’ successo ieri a Roma, dove, nella Galleria Alberto Sordi, l’interesse dei passanti è stato calamitato dal prezioso documento, “sospeso” con due fili trasparenti all’interno di una teca. A illustrare l’inestimabile manoscritto sono intervenuti il vice presidente dalla fondazione Paola Mainetti, il direttore dell’Archivio storico della Pontifica università Gregoriana Martin Morales e il curatore Claudio Strinati. “Questa è la missiva dove Galileo spiega di aver scoperto che Giove ha 4 satelliti, scoperta che è alla base della teoria eliocentrica” ha spiegato Paola Mainetti, Vice Presidente della Fondazione Sorgente Group. “Abbiamo voluto portare la storia in mezzo alla gente – ha proseguito la Mainetti –  favorendo la lettura dell’emozionante descrizione, con le parole autografe di Galileo Galilei, di una scoperta fondamentale per l’astronomia: i pianeti ‘Mediceì”.  Suggestivo poi, il ‘reading’ affidato alla voce di Saverio Indrio, che ha proposto al pubblico stralci della missiva.

Inviata da Galileo il 30 dicembre 1610 al matematico gesuita Cristoforo Clavio, Magister del Collegio Romano, la missiva illustra le fasi di Venere, che avvalorano la teoria eliocentrica e i quattro satelliti di Giove da lui recentemente scoperti e denominati “pianeti Medicei”, in onore della famiglia de Medici. “Il valore storico di questa missiva è immenso – ha psiegato Claudio Strinati – Galileo ha scoperto che i pianeti girano attorno al sole con una serie di deduzioni scientifiche. Questa missiva è un dialogo tra colleghi che hanno come filo conduttore della loro esistenza il sapere e questo avviene in un momento storico il cui il grande scienziato può dialogare con un rappresentante della Compagnia di Gesù, un rapporto che ancora è basato su un discorso di tipo razionale, cosa che non avverrà qualche anno più tardi quando Galileo sarà dichiarato eretico”.

La preziosa lettera sarà ora trasferita presso lo spazio espositivo Tritone della Fondazione Sorgente Group, andando ad arricchire la mostra “Magistri astronomiae dal XVI al XIX secolo: Cristoforo Clavio, Galileo Galilei e Angelo Secchi, testimonianze documentarie e strumenti scientifici”, inaugurata lo scorso novembre e prorogata fino al 31 maggio 2015. I numerosi documenti qui esposti sono stati messi a disposizione dal Fondo Clavius dell’Archivio Storico della Pontificia Università Gregoriana, restaurati e digitalizzati grazie al progetto finanziato dalla Fondazione Sorgente Group. Accanto ad essi, antichi strumenti di osservazione del Museo Astronomico e Copernicano dell’Inaf e il globo celeste della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma.