Una garza dimenticata dai medici nell’addome ha causato la morte di una donna di 30 anni all’ospedale Loreto Mare. Paola Savanelli, residente a Caivano, in provincia di Napoli è deceduta il 31 luglio 2016, pochi mesi dopo aver partorito con un cesareo il suo quarto bambino.

Il piccolo era nato a febbraio ma la neomamma non  aveva avuto il tempo di godersi il nuovo arrivato per via delle complicazioni sorte immediatamente dopo il parto. La donna nei giorni successivi alle dimissioni ha iniziato ad avvertire sintomi preoccupanti come forti dolori all’addome ed è tornata in ospedale per effettuare dei controlli.

Solo dopo numerose visite i medici sono riusciti a capire l’origine delle fitte all’addome, individuando una garza dimenticata. Dopo un calvario durato settimane la donna è stata sottoposta a una delicata e lunga operazione chirurgica per la rimozione della garza.

Un intervento complesso che purtroppo non è servito a salvarle la vita. La donna nelle settimane successive alla rimozione della garza è stata costretta a nuovi ricoveri ed è riuscita a tornare a casa soltanto per brevi periodi per riabbracciare i suoi figli prima che altre complicazioni sopraggiungessero obbligandola nuovamente al ricovero.

Il tragico epilogo di questo calvario c’è stato venerdì scorso, quando la donna è morta perdendo la sua battaglia contro le tante complicazioni causate dall’errore medico e dal successivo intervento. I familiari della giovane mamma hanno deciso di sporgere denuncia contro la struttura ospedaliera. L’ospedale Loreto Mare dal suo canto non ha ancora ammesso la responsabilità nella morte della donna.

Secondo quanto riferito dai responsabili del nosocomio la paziente sarebbe stata medicata anche in altri ospedali che potrebbero essere i responsabili del tragico errore medico. I magistrati  hanno disposto il sequestro della salma della donna e hanno acquisito tutte le cartelle cliniche della paziente per accertare eventuali responsabilità della struttura o di altri ospedali che hanno avuto in cura la trentenne. Il giudice ha ordinato l’autopsia per chiarire le circostanze del decesso.