Non accenna a placarsi il clima di tensione che si è ormai stabilito a Melendugno, in provincia di Lecce, dove un gruppo di attivisti sta protestando da mesi per evitare che alcuni ulivi vengano espianti per consentire la finalizzazione dei lavori del gasdotto Tap.

Nella notte la polizia ha effettuato un blitz per caricare e spostare 11 ulivi, che dovrebbero essere posti a dimora presso la vicina Masseria del Capitano: inutile il tentativo degli attivisti, circa un centinaio, che intorno alla mezzanotte hanno provato a bloccare il passaggio dei camion sedendosi per terra e costruendo barriere di legna e massi. I manifestanti sono stati spostati di peso dagli agenti in assetto antisommossa.

A dare il via all’operazione l’ordine esplicito del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica di Lecce presieduto dal prefetto Claudio Palomba, che ha scelto di passare alle maniere forti per permettere la conclusione dei lavori del gasdotto proveniente dall’Azerbaijan.

La cosiddetta Fase Zero è terminata con l’espianto di 211 ulivi, operazione iniziata lo scorso 17 marzo e che ha visto scontri accesi tra manifestanti e polizia.

Le proteste sono arrivate anche in piazza Montecitorio, dove una quarantina di sindaci della regione e il governatore Michele Emiliano hanno poi chiesto al governo di valutare un differente approccio alla gestione della complessa situazione.