Diventa sempre più complessa la vicenda del gasdotto Tap. Il Tar del Lazio ha infatti accolto il ricorso avanzato dalla Regione Puglia, nel quale si chiedeva una sospensione dei lavori del cantiere per verificare il pericolo di danno urgente e concreto rappresentato dall’espianto degli ulivi.

È stata così smentita la nota del ministero dell’Ambiente con cui veniva dato il via libera alle operazioni presso il cantiere di San Basilio.
A diffondere la notizia il sindaco di Melendugno Marco Potì. I lavori saranno interrotti fino al 18 aprile, data in cui si terrà la prima udienza in merito.

Sotto osservazione anche la confusione interno alle competenze sulla prescrizione A44 che Tap avrebbe dovuto ottemperare in merito all’espianto dei 211 ulivi: l’autorizzazione fornita dagli uffici regionali potrebbe non essere sufficiente senza una conferma ufficiale del Servizio Ecologia della Regione.

La protesta del fronte anti-Tap, più vivo che mai in Salento, va avanti da 21 giugno ed è stata caratterizzata da momenti anche violenti come i disordini del 28 e 29 marzo scorsi, con tanto di blocchi stradali che hanno reso impossibile il passaggio dei mezzi che avrebbero dovuto occuparsi della messa in sicurezza degli alberi.

A dare supporto alle manifestazioni anche i 94 sindaci che hanno firmato un appello rivolto al Presidente della Repubblica affinché si occupi in prima persona della vicenda del gasdotto Tap.