Scontri e tafferugli al gasdotto Tap di Melendugno, dove sono ripresi i lavori per la costruzione dell’impianto che farà arrivare in Italia il gas proveniente dall’Azerbaijan: sul posto sono infatti presenti alcune centinaia di attivisti che hanno messo in atto un presidio dalle prime ore del mattino.

Per proteggere il cantiere è stato disposto un imponente numero di agenti, i quali sono stati incaricati di permettere il passaggio dei mezzi che dovranno espiantare circa 200 ulivi presenti sul tracciato della Tap.

I lavori sono ripresi dopo che il Ministero dell’Ambiente ha esaminato le domande avanzate dalla Procura di Lecce circa una settimana fa, quando venne chiesto alla multinazionale che si occupa dell’operazione di cessare le autorità in attesa di una conferma dell’iter autorizzativo: l’autorizzazione di espianto è stata poi giudicata regolare, e di conseguenze i lavori possono andare avanti.

Lo scorso lunedì sulla questione si è pronunciato anche il Consiglio di Stato, che in una sentenza ha respinto i ricorsi avanzati da Regione Puglia e dal Comune di Melendugno (il cui sindaco Marco Poti oggi si trovava al presidio).

Il deputato 5 Stelle Diego De Lorenzis, facente parte della Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni alla Camera, ha supportato attivamente il presidio e ha dichiarato che “questo gas non serve agli italiani, l’Europa aveva delle alternative ma è stato il Governo colluso del PD ha dare l’assenso. È evidente, c’è qualcuno che con questa opera sta facendo i propri interessi”.