“Quali delle seguenti percentuali rappresenta la migliore stima del verificarsi dell’omosessualità nell’uomo?”, questo il quesito contenuto nel test organizzato dalla Conferenza dei presidenti dei corsi di laurea in Medicina e Chirurgia – che avrebbe lo scopo di valutare il livello di apprendimento degli aspiranti dottori –  che ha mandato su tutte le furie studenti, docenti e persino la Ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli. Le risposte variavano dallo 0,05% al 30%.

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Vogliamo sapere se la comunità medica italiana ritiene ancora che l’omosessualità sia una malattia. Vogliamo sapere che senso ha chiedere a dei futuri medici la stima dell’omosessualità nell’uomo. Viene anche chiesta la stima dell’eterosessualità dell’uomo? Perché è bene ricordare che eterosessualità ed omosessualità sono entrambe varianti naturali del comportamento umano” hanno scritto l’esponente di Arcigay Cathy La Torre e il consigliere regionale di Sinistra Italiana Marco Grimaldi.

“È francamente incredibile e a dir poco inaccettabile che l’omosessualità sia stata inserita nella categoria delle malattie. Mi auguro che la Conferenza dei corsi di laurea in Medicina provveda ad eliminare dall’elenco delle domande quel vergognoso quesito, che le risposte ad esso date non siano tenute in considerazione ai fini della valutazione del progresso nell’apprendimento degli studenti e che il responsabile di quanto accaduto sia adeguatamente sanzionato ha dichiarato la Ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli, indignata per quanto accaduto.