Si è trasformato in tragedia il Gay Pride di Gerusalemme svoltosi ieri, durante il quale sono state accoltellate sei persone che sfilavano pacificamente lungo le strade della capitale israeliana. Tra i feriti, tutti all’incirca sui trent’anni, una donna si troverebbe in condizioni drammatiche, mentre altri due uomini avrebbero riporto delle gravi lesioni.

Le forze dell’ordine hanno già fermato quello che pare essere il probabile responsabile, anche perché già noto alla polizia locale per un reato del tutto simile: l’autore del gesto sarebbe dunque Yishai Schlissel, un ebreo ortodosso di 40 anni dalle idee estremiste, uscito di prigione da circa tre settimane dopo aver scontato un pena di 10 anni (su 12 comminati) per tentato omicidio e aggressione aggravata.

Schlissel è stato riconosciuto come il responsabile degli attacchi all’analogo Gay Pride di Gerusalemme del 2005, durante il quale aveva accoltellato tre partecipanti. Nel 2007 la Corte Suprema aveva ridotto la pena di due anni. A quanto sembra il periodo trascorso in carcere non ha modificato le idee dell’uomo, che una volta scarcerato era tornato nella sua città natale, dove si era messo a distribuire volantini in cui si chiedeva l’impedimento a ogni costo della manifestazione a favore dei diritti degli omosessuali.

Il Distretto di Polizia della Giudea e della Samaria in seguito al ferimento delle sei persone e alle polemiche che ne sono scaturite, ha affermato che non era sua responsabilità il controllo delle attività dell’uomo, le cui attività sarebbero state al di fuori della sua giurisdizione, essendo stato perpetrato il primo crimine nel distretto di Gerusalemme.

Nonostante le misure di sicurezza la polizia di Gerusalemme non è riuscita a fermare l’aggressore, non avendo avuto notizie della sua presenza durante la parata cui hanno preso parte migliaia di persone. È però impressionante osservare le fotografie che ritraggono Schlissel negli istanti immediatamente precedenti alle aggressioni.

A quanto pare il ferimento delle sei persone è avvenuto proprio in via Keren ha-Yesod, a pochi metri di distanza dall’abitazione del premier Benjamin  Netanyahu, il quale ha voluto dedicare alcune parole per commentare quanto successo: “Si tratta di un evento molto grave, i responsabili del quale verranno puniti con severità. La libertà di scelta di ogni individuo è uno dei valori fondamentali di Israele. Dobbiamo assicuraci che tutti gli uomini e le donne possano vivere in piena sicurezza, qualunqua sia la strada che scelgono di intraprendere“.