Ucciso da 26 coltellate, poiché forse colpevole di un’avance non gradita. È con questo epilogo che si è conclusa la vita di un uomo russo di trentotto anni, il cui corpo è stato rinvenuto esanime lo scorso lunedì notte, nei pressi di Vsevolojsk. Stando alle prime ricostruzioni, due giovanissimi l’avrebbero aggredito poiché omosessuale. Un episodio che si aggiunge alla lista delle violenze subite dalla comunità LGBT in Russia, Paese che negli ultimi anni ha visto un preoccupante aumento dei fenomeni d’omofobia.

Secondo quando riportato dalle agenzie di stampa locali, a seguito del ritrovamento del cadavere la polizia locale avrebbe fermato due ragazzi, di 20 e 21 anni. Al momento solo sospettati di omicidio, i giovani avrebbero motivato il gesto con delle presunte avance di natura sessuale che la vittima avrebbe avanzato nei loro confronti. Un fatto che non giustifica, tuttavia, un esito così drammatico per un alterco.

La condizione della comunità LGBT in Russia è da tempo sotto gli occhi degli osservatori internazionali, i quali avrebbero rinvenuto una preoccupante crescita dei reati di stampo omofobico. Non a caso, l’edizione 2015 del World Press Photo ha voluto premiare uno scatto con protagonista una coppia gay di San Pietroburgo, come simbolo delle difficoltà che omosessuali, lesbiche e transgender sarebbero costretti a subire quotidianamente nel Paese. Qualche tempo fa fece inoltre scalpore la moltiplicazione sui social network, in particolare quelli locali, di video ai danni di omosessuali, dove giovanissimi venivano ripresi tra pestaggi e torture poiché semplicemente gay.

In un report pubblicato lo scorso dicembre dall’organizzazione Human Rights Watch, è emerso un aumento delle aggressioni a stampo omofobico a seguito dell’approvazione della legge contro la “propaganda gay” varata nel 2013, con cui di fatto si vieta qualsiasi manifestazione pubblica omoaffettiva. «La legge anti propaganda gay non protegge nessuno, ma fornisce agli omofobi una comoda ragione per credere le vite delle persone LGBT importino meno al governo», ha spiegato la ricercatrice HRW Tanya Cooper, «il governo russo dovrebbe ritirare la legge e bloccare la discriminazione dei cittadini LGBT».

Fonti: Human Rights Watch, Ansa