L’ultimo attacco dell’aviazione di Israele avrebbe centrato un orfanotrofio a Beit Lahya, nord di Gaza, provocando la morte di tre bambine disabili. E ferendo diverse infermiere. L’episodio è avvenuto da poco e le notizie, quindi, sono ancora frammentarie. La notizia dell’orfanotrofio colpito arriva dall’agenzia di stampa Quds Press. Per ora, in Israele, non ci sono stati commenti. Il portavoce militare sostiene che Hamas ha sistematicamente provveduto a nascondere missili e armi in moschee e istituti pubblici.

In cinque giorni di raid aerei da parte dell’aviazione israeliana, si contano 282 case rase al suolo, 9 mila sono state seriamente danneggiate. E ci sono oltre 120 morti e più di 600 feriti. Il braccio armato di Hamas, le Brigate Ezzedin al-Qassam, da parte loro hanno detto di aver sparato questa mattina un razzo di tipo M-75 in direzione dell’aeroporto internazionale Ben Gurion di Tel Aviv. 

Le autorità militari israeliane hanno comunicato di aver intercettato in volo, a Rishon-le-Zion (sud di Tel Aviv) un razzo sparato da Gaza. E di averlo abbattuto. Non si sa che tra i due episodi ci sia correlazione. Quello che è certo è che la carneficina pare non arrestarsi. Anzi, Israele aveva annunciato che i raid aerei si sarebbero intensificati con il proseguire dell’attacco.